MaaS per le aziende: guida completa alla Mobility as a Service per fleet manager

v+uomo al telefono davanti a veicoli
corporate-maas-pool-veicoli

Lunedì mattina: dodici auto aziendali su venti sono ferme dove le hai lasciate venerdì. Intanto canoni, assicurazioni e manutenzione pesano sul budget e i dipendenti chiedono più flessibilità. È qui che il MaaS (Mobility as a Service) diventa un tema concreto.

Se lavori come fleet manager, conosci i periodi di inattività dei mezzi. Ha ancora senso gestire la mobilità solo con veicoli di proprietà o a noleggio? Il MaaS propone di accedere ai trasporti quando servono, invece di possederli.

MaaS (Mobility as a Service): cos’è e come funziona

Il MaaS riunisce in un’unica piattaforma servizi di trasporto diversi (treno, autobus, car sharing, bici, taxi) per pianificare, prenotare e pagare ogni spostamento. 

A differenza di un’app di sharing, combina più operatori con un solo account e una sola fattura, in logica di smart mobility.

Definizione di mobilità come servizio

La mobilità come servizio è un modello in cui l’utente acquista spostamenti, non veicoli: una piattaforma digitale aggrega trasporti pubblici e privati in un servizio unico, in abbonamento o a consumo. Il termine nasce in Finlandia a metà degli anni 2010 e segna il passaggio dal possesso all’accesso.

I 5 livelli di integrazione della Mobility as a Service

Nel 2018 Jana Sochor e colleghi hanno proposto cinque livelli per misurare la maturità di un’offerta MaaS:

  • Livello 0 (nessuna integrazione): ogni servizio ha la sua app e il suo sistema di pagamento.
  • Livello 1 (integrazione delle informazioni): orari e percorsi multimodali sono consultabili in un unico punto.
  • Livello 2 (integrazione di prenotazione e pagamento): un solo account per trovare, prenotare e pagare il viaggio.
  • Livello 3 (integrazione dell’offerta in pacchetti): abbonamenti che combinano più mezzi di trasporto.
  • Livello 4 (integrazione delle politiche pubbliche): incentivi e obiettivi sociali entrano nell’offerta.

Per un’azienda il salto arriva dal livello 2, quando spesa e dati confluiscono in un unico flusso.

 

Gli attori dell’ecosistema MaaS

Un servizio di mobilità integrata funziona solo se più soggetti collaborano tra loro. 

Ciascuno ha un ruolo preciso nella catena del valore: c’è chi mette a disposizione i mezzi, chi li aggrega in un’unica piattaforma, chi li usa e chi fissa le regole del gioco, tra cui troviamo:

  • Operatori di trasporto: aziende del trasporto pubblico, società di sharing, taxi e noleggiatori mettono in rete mezzi, orari e tariffe.
  • Integratore (MaaS operator): gestisce la piattaforma digitale, stringe accordi con gli operatori e cura pagamenti e assistenza agli utenti.
  • Utenti finali: cercano, prenotano e pagano gli spostamenti tramite app, con un unico account.
  • Aziende: acquistano pacchetti di mobilità per i dipendenti, fissano tetti di spesa e regole d’uso e ricevono report per centro di costo.
  • Pubblica amministrazione: regola il mercato, apre i dati del trasporto pubblico e finanzia progetti pilota come MaaS for Italy.infografica-livelli-maas

Come si applica la Mobility as a Service alle flotte aziendali

In azienda si parla di corporate MaaS: servizi per trasferte e spostamenti casa-lavoro che affiancano la flotta o ne sostituiscono una parte.

Corporate MaaS e MaaS urbano: le differenze

Quando si parla di MaaS si pensa di solito alle app cittadine che uniscono metro, autobus e bici in sharing. Il corporate MaaS parte dalla stessa tecnologia ma cambia prospettiva: l’utente non è più il singolo cittadino, ma un’organizzazione che gestisce gli spostamenti di decine o centinaia di persone. 

Le differenze principali riguardano quattro aspetti:

  • Destinatari: il MaaS urbano si rivolge ai cittadini, il corporate MaaS a dipendenti e collaboratori.
  • Pagamento: nel MaaS urbano paga il singolo utente, nel corporate MaaS paga l’azienda (in tutto o in parte).
  • Governance: nel primo caso valgono le regole dell’operatore e del Comune, nel secondo la car policy e la travel policy aziendali.
  • Dati raccolti: nel MaaS urbano sono aggregati e servono a pianificare la città, nel corporate MaaS sono suddivisi per centro di costo e utili per controllare spesa ed emissioni.

Il  MaaS urbano risponde a un’esigenza individuale, mentre quello aziendale diventa uno strumento di gestione. Le piattaforme corporate puntano su regole di spesa, flussi di approvazione e reportistica, elementi assenti nelle app pensate per il pubblico.

I servizi che compongono un’offerta di mobilità aziendale integrata

Non esiste un mix valido per tutte le aziende. La combinazione giusta dipende da dove si trovano le sedi, da quanti chilometri percorrono i dipendenti e dal tipo di spostamenti che fanno ogni giorno. 

Un’offerta di mobilità aziendale integrata attinge in genere ai servizi seguenti:

  • Corporate car sharing e car pooling: auto condivise tra colleghi per trasferte brevi o per raggiungere la sede insieme. Hanno senso quando molti dipendenti fanno tragitti simili.
  • Pool di veicoli condivisi: una parte della flotta perde l’assegnazione fissa e si prenota a turno. È la soluzione adatta alle auto che oggi escono poche volte a settimana.
  • Noleggio a breve termine: copre picchi stagionali, progetti temporanei o nuovi assunti in attesa dell’auto, senza allargare la flotta in modo stabile.
  • Noleggio a lungo termine: resta la scelta migliore per chi guida ogni giorno e percorre molti chilometri, come agenti e tecnici.
  • Trasporto pubblico: sulle tratte tra grandi città l’alta velocità è spesso più rapida dell’auto, mentre gli abbonamenti locali coprono il casa-lavoro.
  • Micromobilità: bici e monopattini in sharing risolvono l’ultimo miglio tra stazione e ufficio.
  • Ride hailing e taxi: utili per orari scomodi, trasferimenti verso gli aeroporti o spostamenti occasionali.

Il valore del modello sta nella combinazione: ogni dipendente usa il mezzo più adatto al singolo viaggio e l’azienda vede tutta la spesa in un solo flusso. Il punto di partenza, nella maggior parte dei casi, resta la flotta che hai già.

Mobility budget: l’alternativa flessibile all’auto aziendale

Il mobility budget è una somma annua data al dipendente al posto dell’auto (o accanto a una vettura più piccola), da spendere tra treno, sharing, bici o noleggio secondo la car policy aziendale.

Il riferimento è il Belgio, con una legge del 2019 su tre pilastri: auto più ecologica, mezzi sostenibili, saldo in denaro. In Italia manca una disciplina organica e si usano le regole su welfare, rimborsi e benefit.

I vantaggi della mobilità come servizio per fleet manager e aziende

Quando proponi un progetto di mobilità integrata alla direzione, le buone intenzioni non bastano: servono numeri. 

Per ogni beneficio conviene individuare un indicatore misurabile, da rilevare prima del progetto pilota e da confrontare dopo alcuni mesi di attività.

  • Riduzione dei costi fissi: meno veicoli sottoutilizzati significa meno canoni, assicurazioni e manutenzioni. Indicatore: TCO dell’auto aziendale per dipendente o per chilometro.
  • Tasso di utilizzo più alto: i mezzi che restano in flotta lavorano più ore al giorno. Indicatore: ore di utilizzo sul totale disponibile.
  • Meno emissioni: treno, sharing elettrico e micromobilità sostituiscono una parte dei viaggi in auto. Indicatore: emissioni di CO₂ per chilometro percorso.
  • Dipendenti più soddisfatti: la libertà di scelta negli spostamenti pesa sempre di più sulla retention. Indicatore: survey interne e tasso di adesione al programma.
  • Spesa sotto controllo: una fattura unica e report per centro di costo prendono il posto di decine di note spese. Indicatore: ore dedicate a note spese e riconciliazioni.

Presentati insieme, gli indicatori spostano la discussione dalle opinioni ai risultati. Ti danno anche una base solida per decidere se estendere il progetto a tutta l’azienda o correggerlo prima di andare avanti.

Cosa affrontare prima di adottare la mobilità integrata?

Il MaaS aziendale ha benefici concreti, ma anche limiti da conoscere prima di partire. 

Se li trascuri, rischi un progetto pilota con poca adesione e costi fuori controllo. Per ciascuna criticità di seguito trovi il relativo rischio e una possibile contromisura:

  • Copertura territoriale: fuori dalle grandi città l’offerta di sharing e trasporto pubblico è scarsa. Rischio: servizi inutilizzabili per le sedi periferiche. Come mitigarlo: parti da un pool interno di veicoli condivisi e aggiungi servizi esterni solo dove esistono.
  • Interoperabilità dei dati: piattaforme MaaS, gestionali e software di flotta non sempre dialogano. Rischio: dati sparsi e report compilati a mano. Come mitigarlo: scegli strumenti con API aperte e integrazioni native.
  • Resistenza al cambiamento: l’auto assegnata è spesso vissuta come uno status symbol. Rischio: bassa adesione. Come mitigarlo: avvia un pilota su base volontaria e spiega con chiarezza cosa guadagna il dipendente.
  • Privacy: tracciare gli spostamenti significa trattare dati personali. Rischio: contestazioni e sanzioni. Come mitigarlo: informative chiare e tutela della privacy dei dipendenti secondo il GDPR.
  • Costi variabili: il pagamento a consumo può crescere più del previsto. Rischio: budget superato. Come mitigarlo: tetti di spesa per dipendente e report mensili.

Nessuna delle criticità elencate blocca il progetto, a patto di affrontarla fin dall’inizio. 

Il quadro normativo italiano ed europeo sulla mobilità aziendale

La mobilità aziendale è un terreno in cui le regole cambiano spesso. Ogni legge di bilancio può toccare fringe benefit e welfare, le tabelle ACI si aggiornano ogni anno e gli obblighi sul mobility management sono ancora in evoluzione. 

Prima di prendere decisioni, verifica sempre gli aggiornamenti normativi più recenti con il tuo consulente del lavoro o commercialista. 

Verifica gli aggiornamenti normativi più recenti

Mobility manager e PSCL. L’art. 229 del DL 34/2020 e il DM del 12 maggio 2021 obbligano imprese e PA con unità locali oltre i 100 dipendenti (in capoluoghi, città metropolitane o comuni sopra i 50.000 abitanti) a nominare un mobility manager e ad adottare entro il 31 dicembre di ogni anno il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL), che può includere servizi MaaS.

Fiscalità, fringe benefit e rimborsi. Gli abbonamenti al trasporto pubblico pagati dall’azienda sono esenti (art. 51, c. 2, lett. d-bis, TUIR). Per l’auto aziendale a uso promiscuo assegnata dal 2025 il benefit vale il 50% del costo ACI su 15.000 km (20% per le plug-in, 10% per le elettriche). Fino al 2027 la soglia esente dei fringe benefit è di 1.000 euro (2.000 con figli a carico).

MaaS4Italy e la spinta del PNRR. Con 56,9 milioni di euro tra PNRR e Fondo complementare, MaaS for Italy ha sperimentato il modello in sei città e sette territori: al 31 maggio 2026 i viaggi erano quasi 950.000.

Quadro europeo. Il Nuovo quadro UE per la mobilità urbana (2021) promuove il MaaS, mentre la rendicontazione di sostenibilità spinge a misurare le emissioni del pendolarismo.

Perché i dati della flotta sono il punto di partenza di ogni strategia di mobilità?

Prima di vendere un’auto o firmare con un operatore MaaS devi sapere bene come usi i tuoi veicoli. Quante ore restano fermi? Chi li guida, su quali tragitti? Senza risposte affidabili rischi di tagliare il mezzo sbagliato o di pagare due volte la stessa mobilità.

I dati di utilizzo ti dicono cosa tenere, cosa condividere e cosa sostituire. Un veicolo usato ogni giorno per lunghe percorrenze resta in flotta; uno che esce due volte a settimana entra nel pool condiviso; una tratta ripetuta tra due città passa al treno.

SafeFleet Smart, il software per la gestione di flotte aziendali sviluppato da SafeFleet, raccoglie posizione, percorsi, chilometri, ore di utilizzo e consumi di ogni mezzo. 

Con il monitoraggio della flotta in tempo reale, il controllo dell’utilizzo degli automezzi e la distinzione tra viaggi privati e di lavoro hai la base informativa per razionalizzare la flotta aziendale con numeri reali, non con stime.

Come SafeFleet Smart accompagna le aziende verso una mobilità più flessibile

Il passaggio al corporate MaaS è graduale: prima ottimizzi la flotta esistente, poi aggiungi servizi esterni. SafeFleet Smart ti segue in ogni fase del modello ibrido tra veicoli aziendali e mobilità a consumo.

Veicoli condivisi gestiti con autenticazione del conducente e app Fligo

Il primo passo concreto verso la mobilità integrata è trasformare le auto assegnate e poco usate in un pool di veicoli condivisi. L’ostacolo tipico? Non sapere chi ha guidato, quando e per quale tragitto.

Con l’autenticazione del conducente ogni viaggio è associato alla persona al volante, così attribuisci chilometri, costi ed eventuali multe al dipendente corretto. 

Con l’app Fligo controlli da smartphone elenco dei veicoli, posizione, stato e storico dei viaggi, e raggiungi il mezzo con la navigazione integrata: sai sempre quali auto del pool sono libere e dove si trovano.

Integrazioni con altri software aziendali

L’interoperabilità dei dati è una delle criticità viste sopra. SafeFleet Smart supporta l’integrazione con altre applicazioni che già usi in azienda e dispone di numerose funzionalità integrative. I dati della flotta confluiscono negli stessi report della spesa per treno, sharing e noleggio, in un quadro unico dei costi.

Elettrificazione e ottimizzazione dei percorsi

Le offerte MaaS più evolute puntano su mezzi elettrici e percorsi efficienti. Con i servizi di elettrificazione della flotta SafeFleet ti aiuta a capire, dati alla mano, quali veicoli sostituire con modelli elettrici senza impatti sull’operatività. L’ottimizzazione dei percorsi taglia chilometri e tempi per i mezzi che restano in flotta.

Domande Frequenti (FAQ)

Il MaaS sostituisce la flotta aziendale?

No, nella maggior parte dei casi la affianca. Veicoli operativi, mezzi attrezzati e auto per chi percorre molti chilometri restano in flotta. Il MaaS copre spostamenti occasionali, trasferte e casa-lavoro, e ti aiuta a eliminare i veicoli sottoutilizzati senza togliere mobilità ai dipendenti.

Il MaaS conviene anche alle PMI?

Sì, se la sede è servita da trasporto pubblico e sharing e se parte dei veicoli resta spesso ferma. Una PMI può partire da un pool di auto condivise e da abbonamenti al trasporto pubblico, e ampliare l’offerta dopo aver misurato i risultati.

Che differenza c’è tra MaaS e car sharing aziendale?

Il car sharing aziendale è un singolo servizio: auto condivise tra dipendenti. Il MaaS integra più servizi (car sharing, treno, bici, taxi, noleggio) in un’unica piattaforma per pianificare, prenotare e pagare. Il car sharing è solo uno dei tasselli del MaaS.

Quanto costa adottare un modello di mobilità come servizio?

Le voci principali sono canone della piattaforma, viaggi effettivi, eventuale budget ai dipendenti e attività di avvio (analisi, integrazioni, formazione). I modelli di pricing più diffusi sono abbonamento per utente, pagamento a consumo con commissione e pacchetti prepagati. Il costo reale dipende da utenti e servizi scelti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *